Nuove figure giuridiche nel sistema sportivo, al via il Master in Diritto e Sport de La Sapienza

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Il mondo dello sport, presto, potrebbe accogliere nuovi professionisti all’interno della sua governance, dei suoi uffici legali e di altri reparti, come quello adibito al marketing, centrali per lo sviluppo e la gestione di una Federazione, di un Ente o di una associazione. A preparare queste figure sarà il Master Diritto e Sport – La gestione dei rapporti e del fenomeno sportivo. All’Università La Sapienza, infatti, è in partenza il percorso formativo di primo livello erogato dal Dipartimento di Scienze Giuridiche. 300 ore di formazione che permetteranno ai partecipanti di approfondire e comprendere il rapporto tra diritto e sport, anche alla luce delle nuove norme.

Il rapporto tra sport e diritto – sottolinea il Prof. Stefano Bellomo, Professore ordinario di Diritto di Lavoro all’Università La Sapienza di Roma e docente del Master – è un cantiere permanentemente aperto, soprattutto nell’ultimo quinquennio, a partire da quando nel 2019 è stata approvata la legge delega di riforma dello sport che ha dato vita ad una serie di decreti legislativi tuttora in via di implementazione. Gli ambiti in cui i profili giuridici dello sport devono essere ancora sufficientemente implementati sono molteplici”.

5 moduli e 300 ore per una formazione completa

Dalla giustizia sportiva al rapporto di lavoro subordinato ed autonomo, passando per la previdenza e la fiscalità, per l’applicazione delle nuove tecnologie nello sport e per l’organizzazione di eventi e manifestazioni, sono diversi gli ambiti in cui potranno operare ed intervenire le figure giuridiche formate. Il programma del Master in Diritto e Sport, articolato in 5 moduli, non proporrà solo contenuti didattici.

Lavoriamo dal punto di vista della formazione didattica dei giovani – assicura il Prof. Bellomo, parlando del programma del corso di formazione e della missione del corpo docente – e pure punto di vista dello studio dell’approfondimento scientifico, tanto sul versante della manualistica quanto sul versante dei saggi di approfondimento“.

Al di là della possibilità di qualificarsi ulteriormente dopo la laurea e di specializzarsi in un settore, il Master in Diritto e Sport offre altresì ulteriori prospettive. Da una parte ci sono quelle interne al percorso didattico, che per il Prof. Bellomo riguardano le relazioni tra discenti, docenti e professionisti del settore.

Quello che abbiamo constatato – ci confida il docente – in alcune edizioni passate è che la frequenza del master e soprattutto l’incontro anche con personalità, operatori e specialisti dei vari aspetti giuridici del fenomeno sportivo è un importante canale di orientamento“.

Dall’altra, invece, ci sono quelle che si proiettano all’esterno, ovvero nel mercato del lavoro.

Abbiamo constatato con piacere – continua il Prof. Stefano Bellomo – che molti dei frequentanti hanno poi trovato delle occasioni di importante arricchimento professionale nel mondo dello sport. E questo ovviamente è un elemento che ci sprona ancor più a continuare nel nostro impegno“.

Un Master che vuole ridurre il gender gap nelle posizioni apicali della governance sportiva

Il percorso formativo, che partirà il 14 febbraio, per poi concludersi il prossimo novembre, è stato inaugurato lo scorso 17 gennaio dal convegno “La dimensione di genere nello sport e nel lavoro”. Livellare le asimmetrie di genere in un comparto che, stando ai dati CONI, nel 2021 vantava soltanto il 12,7% di donne nelle posizioni decisionali è pure un obiettivo del Master.

Noi stessi – conclude il Prof. Domenico Mezzacapo, Direttore del Master in Diritto e Sport – come università registriamo ormai una percentuale femminile tra i corsisti, sia di base sia dei master, sicuramente molto importante, spesso superiore a quella maschile. Quindi, c’è l’auspicio che tutte queste persone poi possano favorire un ricambio anche a livello dirigenziale e aumentare la quota di donne nelle governance“.

 

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