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30 milioni per sostenere i caregiver familiari: la novità annunciata da Locatelli

Lo scorso 17 dicembre il Ministro per la Disabilità, Alessandra Locatelli, ha annunciato l’approvazione in Conferenza unificata del decreto grazie al quale verranno ripartite risorse, pari a 30 milioni di euro, per supportare i caregiver familiari.

Spesso, chi offre assistenza alle persone con disabilità o comunque non autosufficienti vive una condizione complessa e allo stesso tempo marginalizzata: le attenzioni, per la maggiore, sono rivolte alla persona disabile, all’anziano o al bambino a cui si sta prestando sussidio. Dall’inizio del proprio mandato, tuttavia, Locatelli ha sottolineato le difficoltà che un caregiver si trova ad affrontare e di quanto sia necessario intervenire per agevolare le attività di supporto. 

Il commento del Ministro Locatelli: “Presto una proposta di legge che partirà dal caregiver convivente

Le risorse finanzieranno interventi – ha detto Locatelli – che saranno assicurati dalle Regioni, finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare”. 

Poi ha proseguito: “Il sostegno delle persone che amano e curano i propri cari è un aspetto fondamentale delle politiche che stiamo portando avanti e il tavolo che abbiamo istituito con il Ministero del Lavoro per il riconoscimento dei caregiver familiari ha ultimato i lavori per la stesura di una proposta normativa che trovi una sintesi tra le diverse posizioni e che dia dignità alle persone che amano e che curano”. 

A breve – conclude il Ministro – verrà presentata la proposta che partirà dal caregiver familiare convivente, e prevalente, per garantire tutele differenziate e specifiche ai caregiver familiari”.

Il tavolo tecnico dedicato

Sul ruolo dei caregiver non professionale all’interno di alcune dinamiche sociali e familiari ha quindi ampiamente discusso il tavolo tecnico istituito proprio dal Ministro Locatelli in sinergia con il Ministro Calderone e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La priorità del Tavolo, la cui ufficialità si è ottenuta nel gennaio 2024, era proprio quella di riconoscere il caregiver familiare, considerando che, stando a quanto raccolto e diffuso dall’ISTAT, i caregiver familiari nel nostro Paese erano oltre 7 milioni. 

All’interno del decreto relativo al tavolo tecnico, si determinavano i seguenti compiti: 

  1. a) l’individuazione delle aree di intervento e delle maggiori esigenze cui dare risposta, nonché la formulazione di proposte ai fini della elaborazione di un disegno di legge volto al riconoscimento del ruolo svolto dal caregiver familiare;
  2. b) l’individuazione e la quantificazione della platea, anche diversificata, dei beneficiari di una legge statale sui caregiver familiari;
  3. c) l’individuazione del ruolo del caregiver all’interno di un sistema integrato di presa in carico della persona con disabilità, nelle diverse fasi della vita, e del caregiver stesso.

Ecco dunque che durante le prossime settimane, come già anticipato dal Ministro Locatelli, il lavoro verterà su una proposta di legge ad hoc, considerando la semplificazione del quadro normativo che gli sforzi del Ministero della disabilità e del tavolo tecnico hanno prodotto. 

L’età media dei caregiver familiari e degli assistiti

Uno dei fattori che desta maggiori preoccupazioni è l’età avanzata sia delle persone che devono essere assistite sia degli ausili familiari. Infatti, quanto ai secondi, il 13% ha un’età compresa tra i 65 e i 74 anni, mentre l’8,4% ha più di 75 anni. Un altro dato particolarmente interessante, ma abbastanza noto, riguarda il genere: per il 58% sono le donne a occuparsi di anziani, disabili e bambini che necessitano di assistenza continua.

In questo caso ricercare le cause è più semplice: si tratta, in buona parte, di un retaggio culturale, che vede nella donna l’elemento della famiglia che può e deve occuparsi non solo della cura delle persone che abitano la casa, ma anche della casa stessa. Pertanto, riconoscere la platea significare fare un esame sociale, ma anche culturale del Paese. 

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