Guarda il servizio inerente al convegno sulla consapevolezza dell’autismo che si è tenuto all’Università del Foro Italico lo scorso 2 aprile
Consapevolezza. È questa la parola che fa la differenza nella giornata mondiale dedicata alle persone con disturbi dello spettro autistico. Per arrivare ad una piena conoscenza di una condizione che interessa un bambino italiano ogni 77 nella fascia di età tra i 7 e i 9 anni (fonte: Quotidiano della Sanità), servono testimonianze, esperienze, informazioni, parole in grado di abbattere pregiudizi e pure eventi capaci di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’autismo.
Mercoledì 2 aprile, all’Università del Foro Italico di Roma, accademici italiani e stranieri, rappresentanti delle istituzioni, del mondo del non-profit, degli enti di promozione sportiva e dell’associazionismo si sono ritrovati per condividere esperienze, casi di studio e testimonianze. Ma soprattutto, per sottolineare quanto lo sport possa aiutare un bambino o un ragazzo autistico, migliorando la sua vita e, di riflesso, anche quella della sua famiglia.
“L’istituzione della giornata sulla consapevolezza dell’autismo da parte delle Nazioni Unite – racconta a risorse.news Nicola Pintus, presidente di Progetto Filippide – ci fornisce un elemento straordinario per comprendere come le persone con autismo hanno diverse abilità.
Queste diverse abilità possono essere espresse, secondo la convenzione dei diritti delle persone con disabilità, attraverso l’articolo 30 sul diritto alla pratica dello sport. Il progetto Filippide, che è associato alle Nazioni Unite, non fa altro che mettere in pratica quelli che sono i mandati dell’ONU da condividere il più possibile con le persone neurotipiche, permettendo a tutti di vivere insieme lo sport, che soprattutto in questo momento diventa un messaggio di pace“.
La consapevolezza dello sport e delle abilità
Se consapevolezza è il termine che fa la differenza nella giornata del 2 aprile, ci sono altre parole che definiscono condizioni e situazioni e che, al tempo stesso, innescano il cambiamento culturale. Tra queste, merita di essere citata proabilità. Il neologismo coniato da Arturo Mariani che, cancellando il prefisso nominale dis davanti ad abilità, per sostituirlo con pro, ribalta ogni paradigma, supera le barriere culturali e trasforma le diversità in risorse.
“Con Mariani – continua Pintus – condividiamo il fatto di porre nel terzo millennio un’idea diversa. L’idea diversa è quella di andare oltre quelle che sono le normali convenzioni e valutare semplicemente le abilità, le altre abilità che queste persone, in certi casi anche molto complesse, sono in grado di esprimere nello sport. Progetto Filippide, ad esempio, propone l’atletica.
La Run for Autism di domenica 6 aprile è un chiaro esempio, con oltre 600 persone neurotipiche che corrono insieme senza una classifica differenziata. Sarà un grande amalgama, una grande inclusione. Probabilmente, lo sport è uno dei pochissimi elementi che può fornire questa esperienza di vita“.
Run For Autism, ma non solo. Al Tre Fontane, sabato 5 aprile, c’è il Mondiale di nuoto artistico misto ed inclusivo
Nella giornata internazionale sulla consapevolezza dell’autismo, il Progetto Filippide non ha presentato solo la Run For Autism in programma il 6 aprile (giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace, n.d.r.). All’Università del Foro Italico è stata illustrata pure la Coppa del Mondo di nuoto artistico misto ed inclusivo. Sabato 5 aprile, nella piscina dell’impianto Tre Fontane di Roma, si esibiranno atleti normodotati e diversamente abili provenienti da ogni parte del globo. Sarà un’occasione per vedere all’opera il duetto italiano composto da Arianna Sacripante e il 4 volte Campione del Mondo Giorgio Minisini.
“È una scommessa che abbiamo fatto ed è stata sicuramente molto complessa – conclude Pintus -. Per la prima volta dal covid e dall’embargo che è stato fatto per gli atleti russi, avremo un duo misto, composto da un atleta normodotato e da un altro con disabilità, che produrrà un esercizio artistico, quindi un momento di sport inclusivo.
Avremo rappresentanti di Taiwan, di altre nazioni europee, del Brasile e questo ci permette anche lì di alzare l’asticella e di andare in territori ancora inesplorati. Considerando che ad oggi non è mai stato fatto nulla del genere, si può affermare che Italia si pone al vertice mondiale della proposta di sport inclusivo“.