Lo sport è un linguaggio universale, dal valore inestimabile perché offre l’opportunità di travalicare confini geografici e ideologici per approdare sull’isola felice dell’unione, dell’uguaglianza, dell’integrazione. In altre parole, rappresenta un formidabile volano per il progresso sociale ma anche culturale, politico ed economico. Questo è il modo in cui la famiglia Lo Celso intende lo sport, convinta della sua forza motrice. La disciplina sportiva che anima le giornate di Giuseppe e Andrea Lo Celso è il rugby. Loro sono padre e figlio e dirigono la Nissa Rugby, di cui sono rispettivamente presidente e vicepresidente nonché direttore generale.
Nissa Rugby: il valore dello sport
Fin dal 2008, anno di nascita della Nissa Rugby, Andrea Lo Celso ha avuto le idee ben chiare sul valore dello sport e sull’impatto positivo che riesce a generare sul singolo individuo e sulla comunità: “Lo sport insegna la strada da seguire per poter raggiungere i tuoi obiettivi di vita. Permette di migliorare come persona ma anche a livello mentale e caratteriale perché dà la possibilità di allenarsi a gestire lo stress e ad affrontare gli ostacoli e le cadute della vita quotidiana con la forza necessaria per rialzarsi”.
Uno sport di squadra come quello della palla ovale insegna a far parte di un gruppo, a ragionare per il bene del gruppo e, in senso più ampio, della collettività. La Nissa Rugby si impegna a favore della comunità nissena, dando concretezza alla funzione socializzante dello sport.
In tal senso Andrea Lo Celso ha affermato: “Credo che noi siamo una risorsa per questo territorio e per questa città e l’ho detto sempre a tutte le amministrazioni, con cui abbiamo sempre avuto ottimi rapporti. Sia stata di sinistra, di destra o di centro a noi non cambiava perché non faccio politica ma ho a che fare con chi governa questa città per cercare di fare la differenza attraverso lo sport”.
I progetti della Nissa Rugby, Lo Celso: “Insegniamo a sapersi donare”
Sono numerosi i progetti che la Nissa Rugby ha promosso anche quest’anno per raggiungere l’obiettivo di favorire lo sviluppo del tessuto sociale, culturale ed economico del proprio territorio.
“Abbiamo rinnovato i progetti con OPES per il Servizio Civile, con l’IPM di Caltanissetta, coi centri di accoglienza e continuiamo a lavorare con l’associazione Sant’Agata per prenderci cura dei bambini economicamente disagiati“, ha spiegato Lo Celso. “Li andiamo a prendere – ha continuato – gli facciamo fare attività sportiva e li tesseriamo per partecipare ai campionati di categoria. Da quest’anno abbiamo introdotto la tessera per i sostenitori e il 20% del ricavato verrà devoluto al Centro antiviolenza Galatea di Caltanissetta”.
Diventare più forti tutti insieme, questa è la volontà di Andrea Lo Celso, che ha aggiunto: “Quello che noi insegniamo è vincere nella vita quindi sapersi donare, essere sostegno dell’altro. Per questo tutti i nostri progetti offrono servizi di volontariato per la collettività”.
Oltre la meta: lo sport come seconda occasione
“Oltre la Meta” è un progetto della Nissa Rugby e dell’IPM di Caltanissetta, realizzato nell’ambito di SPORT DI TUTTI – “CARCERI” e promosso dal Ministero dello Sport, attraverso il Dipartimento per lo Sport in collaborazione con Sport e Salute S.p.A., la società dello Stato per la promozione dello sport e dei corretti stili di vita. Questo progetto ha impegnato gli ospiti dell’IPM con attività come sport, teatro e comunicazione, riscuotendo un tale successo da convincere Sport e Salute a confermarlo per 18 mesi a partire da marzo.
“Il nostro progetto è stato accettato così come lo abbiamo presentato, credo che siamo stati gli unici in Italia e ne siamo davvero contenti“, ha commentato con entusiasmo Lo Celso. “Con ‘Oltre la meta’ proviamo a dare una possibilità a quei ragazzi che hanno sbagliato. Generalmente non ci rendiamo conto che hanno fatto errori perché vivono all’interno di contesti sbagliati. Ora che sono all’IPM, vogliamo essere per loro un’opportunità affinché possano rendersi conto, quando usciranno, di cosa sia giusto o meno fare in un contesto sociale”.
Nissa Rugby, lo sport come veicolo di inclusione
La volontà di travalicare ogni genere di confine, soprattutto ideologico, rappresenta una priorità per la Nissa Rugby, affinché si possa giungere ad una comunità unita e coesa. Spinta da questo proposito, la società nissena ha promosso per il secondo anno consecutivo dei progetti di integrazione con alcuni centri di accoglienza della provincia.
“Parliamo dei ragazzi migranti. Mentre altre discipline non li considerano oppure li utilizzano per fare numeri, noi ne abbiamo presi tre ed ora tutti hanno i documenti, le carte d’identità e un conto corrente“, ha sottolineato Andrea Lo Celso. Poi ha proseguito: “Due di questi ragazzi hanno un contratto a tempo indeterminato con alcune aziende dei nostri partner e stiamo cercando un lavoro anche al terzo. Uno di loro ha già in mente di poter comprare casa. Questa è vera inclusione”.
Di Marco Collodoro