L’Europa finanzia 31 progetti con il programma Horizon Europe, 2 sono italiani

Hanno preso il via i 31 progetti sostenuti e finanziati dall’Unione Europea con un investimento di 224 milioni di euro. Appartenenti al programma Horizon Europe, per il quale l’Europa, nel corso del settennato (2021-2027), investe 95,5 miliardi di euro, le iniziative selezionate mirano a promuovere innovazioni in settori specifici, come cambiamento climatico, inquinamento, salute e astronomia, fornendo infrastrutture, risorse e servizi.

La corsa a questa tranche di Horizon Europe è iniziata il 6 dicembre 2023, quando è stato aperto l’ultimo bando per la presentazione di proposte progettuali. In totale, sono pervenute ben 163 candidature, ma soltanto il 19,25% di queste (pari a 1 su 5) ha ottenuto il finanziamento.

A partire da gennaio 2025, i progetti, che hanno già firmato i Grant Agreement con la Commissione Europea, hanno quindi iniziato le loro attività. Come sottolineato dal programma Horizon Europe, potenzieranno la competitività della ricerca e l’innovazione europea ed intensificheranno la collaborazione a livello globale. Non solo, perché la tecnologia, le reti, le risorse e i servizi indispensabili per agevolare la comunità scientifica in iniziative continentali come Destinazione Terra, Green Deal, Strategia digitale e Missioni dell’UE saranno forniti da questi progetti. 

I temi dei progetti

I 31 progetti provengono da 3 bandi, ognuno dei quali si focalizza su tematiche ed obiettivi differenti. 

Il bando INFRATECH 2024 – che ha premiato 13 progetti – si pone l’obiettivo di stimolare nuove scoperte scientifiche e di preservare l’eccellenza delle Infrastrutture di Ricerca (IR) europee. Questo percorso aprirà le porte a soluzioni innovative per le sfide che la società si trova ad affrontare, generando al contempo nuove applicazioni, prodotti e servizi per l’industria. L’UE ha sostenuto il bando in questione con 138 milioni di euro.

Sono invece 9 le iniziative finanziate dal bando INFRADEV 2024. Pensate per rafforzare le infrastrutture di ricerca in Europa, riceveranno complessivamente 25 milioni.

Infine, il bando INFRAEOSC 2024. L’obiettivo finale dei 9 progetti ammessi, per i quali sono stati stanziati 61 milioni, è creare uno spazio virtuale affidabile, una ‘Web di dati e servizi FAIR’, che promuova la scienza aperta. Questa piattaforma, basata su infrastrutture elettroniche e funzioni orizzontali di supporto, sarà accessibile a ricercatori di ogni disciplina e provenienza in Europa, fornendo loro i livelli di servizio necessari.

ARTEMIS e PACRI, i due progetti italiani

Le proposte venute dall’Italia sono solamente due ed entrambe fanno parte del bando INFRATECH 2024.

Il primo progetto, coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche con sede ad Avellino, si pone l’obiettivo di salvaguardare i siti patrimoniali. In difesa di quest’ultimi, costantemente minacciati da agenti esterni come inquinamento, cambiamenti climatici e usura del tempo, subentra il progetto ARTEMIS

In tale scenario, il piano di ARTEMIS è quello di affrontare il settore della conservazione, del restauro, della salvaguardia e della promozione del patrimonio culturale tramite tecnologie digitali avanzate, servendosi di repliche digitali e utilizzando altresì tecnologie AR/VR (realtà aumentata e realtà virtuale) di punta. Si tratta di un sistema avanzato di gestione e analisi dei beni patrimoniali che sfrutta la tecnologia 3D e la simulazione per studiare il comportamento dei beni in diverse situazioni e per valutare l’impatto di determinate azioni sulla loro conservazione e integrità.

Tra le associazioni e istituti italiani che accompagneranno il progetto ARTEMIS nel suo processo di sviluppo troviamo l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, la Fondazione Pin-Polo di Prato Università di Firenze, l’Università degli studi di Firenze, l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Smarteducationlab SRL, Prisma Cultura SRL, Adeka SRL e Inception SRL.

L’altra iniziativa invece, il progetto PACRI, è stata creata con lo scopo di sviluppare tecnologie avanzate di accelerazione al plasma. Questi strumenti sono progettati per essere impiegati nelle future infrastrutture di ricerca europee, contribuendo così al progresso della scienza e dell’innovazione nel continente

Il progetto (coordinato da Elettra Sincrotone Trieste SCPA da Basovizza) ha visto il coinvolgimento di 24 partecipanti tra cui l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’Università degli Studi di Roma la Sapienza, l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e CO.ME.BSRL.

Di quale programma fanno parte i progetti?

Horizon Europe è il più vasto programma di ricerca e innovazione al mondo e ha una durata di sette anni (dal 2021 al 2027). 

Attraverso inviti a presentare proposte, il Programma finanzia attività di ricerca e innovazione ed è realizzato direttamente dalla Commissione europea (di cui ne detiene la gestione diretta). Il suo obiettivo è quello di contribuire attivamente ad affrontare le sfide globali contemporanee, come delineato dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dall’Accordo di Parigi sul clima. 

Per Palazzo Berlaymont 5 sono le missioni o aree di intervento. Si parte con la missione su cibo e sui terreni sani, elementi fondamentali per la vita e la sostenibilità, per poi proseguire con la trasformazione delle città in poli climaticamente neutri e intelligenti. La terza e quarta missione, invece, si focalizzano rispettivamente sull’adattamento al cambiamento climatico e sulla salute degli oceani, dei mari, delle acque costiere e interne. Infine, la quinta è dedicata alla lotta contro il cancro, una malattia che rappresenta una delle sfide sanitarie più grandi del nostro tempo.  

 

Foto Copertina: Riconoscimento editoriale Shutterstock / ID Foto: 269227808 / Collaboratore foto rangizzz

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