Arturo Mariani e la Proabilità: “un tramite potentissimo per creare un mondo più inclusivo”

Reputo le parole essenziali, fondamentali” ci dice subito Arturo Mariani, Capitano della Roma Calcio Amputati e scrittore, quando gli chiediamo della sua settima e ultima fatica letteraria “Proabilità – una nuova parola per superare le barriere e trasformare le diversità in risorse”, pubblicata solo alcuni giorni fa e presentata al Senato della Repubblica nell’ambito dell’iniziativa “Volare Alto”, promossa dal Senatore Antonio Guidi.

Nella vita affrontiamo sfide e difficoltà – prosegue – e la maggior parte delle volte sono dovute alle parole che utilizziamo nel nostro quotidiano. Io sono cresciuto con questa accezione di disabile, di ragazzo senza una gamba, e alla base della mia realizzazione, se così vogliamo dire, c’è stato questo cambiamento: da ‘senza una gamba’ a ‘con una gamba’, da disabile, oggi, a proabile. Questo libro indaga la ricerca dell’essenza della persona, non l’identità, non il ruolo, non la condizione, ma quello che c’è di più profondo che poi ci collega. Cambiare la parola e rivolgersi alle ‘possibilità’, a quello che davvero possiamo fare, è un tramite potentissimo per creare un mondo più inclusivo, alla pari per davvero”.

Il dis privativo cade e si disgrega come un fiore inaridito. Resta l’abilità, la proabilità, la capacità di credere nelle proprie possibilità, in quello che può accadere e non in ciò che non potrà mai essere. Mariani offre dunque una nuova prospettiva non solo coniando un neologismo, ma anche attribuendogli la responsabilità di cambiare le cose, di rendere il mondo accogliente e inclusivo. 

I tre obiettivi del libro

Il libro, però, non nasce solo per sensibilizzare sul tema. Ha una missione vera e propria. Anzi, ne ha tre. La prima, ci racconta Arturo, è arrivare nelle scuole perché “Credo fermamente che quando si vuole cambiare cultura, mentalità, bisogna sempre partire dai più giovani, quelli che hanno meno strutture e più spazio per costruire una nuova dimensione”. La seconda, invece, è veder entrare, presto o tardi, “proabile” nell’Accademia della Crusca “perché il termine ancora non esiste”. Infine, “avviare un disegno di legge, per trasformare la parola disabilità in proabilità”.

Sfide tanto ambiziose quanto importanti per sentire che davvero il vento sta cambiando. 

Il Proabile è chiunque, è la persona che sceglie di mettersi in gioco e di credere nelle proprie risorse”.

 

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